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venerdì 11 novembre 2011

I bambini e un amico chiamato sport fatto con moderazione

Lo sport, oltre a far bene alla salute, ha nei bambini un beneficio psicologico di inestimabile valore.
Abitare il proprio corpo con fiducia è il primo effetto psicologico di qualsiasi sport purché sia praticato sotto il controllo di un esperto.
L'attività fisica abitua i ragazzi ad imparare a dosare le proprie forze e, fiato, muscoli, sforzo mirato e divertimento, sono esperienze del corpo che fanno amare la vita e sono alla base di un comportamento disinvolto.
 L'attività fisica e il gioco sono fondamentali per una crescita psico-fisica equilibrata del bambino,  a patto che non sia fatta in solitudine e con imposizioni di modi ed orari, tanto da non rendere il tutto un'ossessione.

L'attività sportiva fatta con un gruppo di amici, aiuta il bambino ad assumersi le proprie responsabilità, a socializzare e confrontarsi con i compagni capendo i limiti oltre i quali non può andare e i canoni che deve rispettare.


Tutto questo lo aiuta a crescere e a maturare formando in modo armonioso ed equilibrato la sua personalità specialmente con i giochi di squadra preparandolo ad affrontare più serenamente i rapporti sociali.
Recenti studi, però, hanno dimostrato che molti bambini soffrono di disturbi ossessivo-compulsivi che è una patologia dell'ansia con sintomi di cleptomania, bisogno continuo di lavarsi le mani, dipendenza da sport , televisione, internet e videogiochi.

Il bambino non deve passare intere giornate davanti al computer per navigare su internet o per giocare con i videogames o, addirittura frequentare la palestra in modo troppo assiduo.
La cosa importante è che il bambino non sia costretto a praticare uno sport solo per far piacere ai propri genitori o, peggio ancora, per realizzare il sogno segreto di uno dei due.

mercoledì 21 settembre 2011

Psicologia: la differenza fra il piacere ed il piacersi


"Specchio, specchio delle mie brame...." ripete Grimilde, la perfida matrigna di Biancaneve alla ricerca continua della perfezione estetica. Giusto. Qual'è quella donna che, guardandosi allo specchio, non vorrebbe piacersi?

Oggi le mani di un chirurgo plastico sostituiscono le pozione magiche delle favole ma, purtroppo, il malessere è in aumento. Da un sondaggio esce che sette donne su dieci manifestano l'ansia di non piacersi, e allora? Bisogna lavorare su noi stesse con ottimismo e costanza.

Con la fine dell'estate abbiamo sicuramente accumulato qualche chilo durante le vacanze e la bilancia e lo specchio ci mettono in crisi.
Secondo uno studio promosso dalla Nestlé Fitness, su un campione di 512 italiane in età fra i 18 e i 54 anni, il 67% non si sente in forma, solo una su due si dichiara soddisfatta del proprio corpo e due su dieci non lo sono affatto.

La ricerca ha anche evidenziato che la forma fisica non perfetta genera nervosismo ed il 44% dichiara di non potersi vestire come vuole ma deve ricorrere a vestiti che coprono le proprie imperfezioni. La cosa che provoca più scontento è il giro vita abbondante e poi gli accumuli di grasso su cosce, glutei e fianchi.
E allora, cosa fare? Con la buona volontà e la costanza avremo la soluzione a questo problema.





Bisogna seguire un regime alimentare sano che vuol dire un maggiore consumo di frutta, verdura e cereali, questo ormai lo sappiamo, ce lo ripetono fino alla nausea.
Ma oltre a migliorare il nostro stile di vita, è un discorso di psiche. Dobbiamo imparare ad accettarsi e capire che stare bene con il nostro corpo non deve dipendere solo da quello che vediamo riflesso nello specchio e dobbiamo stabilire un equilibrio fra piacere e piacersi e provare la gioia di essere.

domenica 18 settembre 2011

I bambini e la difficoltà a socializzare


Perché certi bambini sono timidissimi e hanno difficoltà a socializzare? Dobbiamo aiutarli senza però peggiorare la situazione e, quindi, affrontare questo percorso senza ansie e con molto tatto.

Spesso la timidezza, che si esprime con la chiusura verso gli altri, è l'unica strategia che i bambini più sensibili sanno adottare per affrontare il mondo esterno.

Poiché la loro intelligenza è profonda e sottile, hanno bisogno di un aiuto sapiente e delicato. Non bisogna mai imporre esortazioni categoriche del tipo: "Vai dalla signora, non avere paura, non ti mangia mica" che possono avere l'effetto opposto. Se sarete molto dolci, invece, accogliendo questo aspetto del carattere di vostro figlio con tenerezza, lo aiuterete a sbloccarsi con efficacia.

Ci sono poi i cosiddetti "timidi aggressivi". Sono in genere quei timidi chiusi e asociali verso i quali la famiglia, a volte inconsciamente, ha agito con durezza. Può darsi che abbia subito dei rimproveri da parte vostra a lui incomprensibili ed esageratamente severi come: "Sei stato cattivo" è per lui una frase priva di senso che non lo aiuta nella crescita.

Non bisogna mai stimolarli ad una competività esagerata. Imprimere a vostro figlio l'ansia di primeggiare sugli altri, li avvilisce e li allontana dal gruppo verso il quale alza un muro a difesa personale. Dobbiamo trasmettergli fiducia affinché, acquistando una giusta autostima, si muova con spontaneità verso gli altri.


sabato 17 settembre 2011

Fino a che età si può cambiare la visione delle cose?


Fino a che età si può cambiare la visione delle cose e introdurre modifiche significative al nostro stile di vita? "Non è mai troppo tardi" dice il proverbio.

Trattiamo sempre la crisi come un ospite d'onore. Quando ci sentiamo veramente stanche di una certa situazione, non facciamoci prendere dal panico e non cerchiamo di reprimere la scontentezza.
  • Se l'idea di qualche cambiamento , all'inizio, ci sembrerà minacciosa, non dobbiamo preoccuparci perché la qualità della nuova vita ci darà ragione.
  • Impariamo a neutralizzare la resistenza che le persone vicine normalmente si oppongono al nostro cambiamento. Hanno solamente paura di perderci, ma dobbiamo dimostrare loro che ci siamo..
  • Cambi di lavoro, di residenza, di look....siamo sempre in tempo per aggiornare la nostra mappa della vita.
Prima di fare cambiamenti drastici per affrontare la crisi che ci opprime, proviamo ad adottare comportamenti positivi e a smussare le tendenze caratteriali. Dobbiamo avere fiducia in noi stesse, rispettare gli altri anche se hanno un carattere che ci provoca irritazione e dobbiamo perseguire gli obbiettivi e i progetti che abbiamo in preventivo.

venerdì 16 settembre 2011

Figli: rientro soft per i nostri bambini dopo le vacanze


Con la ripresa della scuola i ragazzi affrontano un nuovo anno molto impegnativo sia dal punto di vista fisico che intellettuale. Non solo ma devono abituarsi a ritmi serrati che durante l'estate si erano allentati.

Procediamo per gradi e, nelle prime settimane di scuola, dobbiamo dimostrare un po' di indulgenza se i nostri figli appaiono stanchi e svogliati. Lasciamo che il loro organismo ed il loro equilibrio emotivo si riabituino alle interminabili ore da trascorrere seduti dietro il banco di scuola.

Con settembre, in genere, riprendono anche le molteplici attività extra-scolastiche: sport, studio di una lingua straniera ecc. Non esageriamo con il numero di impegni ma cerchiamo di scegliere con lui quelli più graditi.

Che i nostri figli siano bravissimi o un po' somarelli, la scuola suscita, specialmente nei piccoli, una certa ansia da prestazione. Immaginano che il nostro affetto sia legato ai risultati che saranno in grado di ottenere . Dobbiamo tranquillizzarlicon il nostro affettuoso e rassicurante "Buon giorno" ogni mattina.