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lunedì 19 settembre 2011

Figli: gemelli a scuola


Primo anno di scuola dell'obbligo, prima elementare. Che fare con i gemelli?

Metterli nella stessa classe può rassicurarli all'inizio ma si rischia di approfondire una simbiosi che va superata. Sono gemelli ma non per questo devono desiderare le stesse cose o avere un processo di sviluppo nello stesso momento.

La cosa più importante per i gemelli è poter percepire sé stessi come identità separate. Anche l'impatto con la scuola, dunque, deve essere un'esperienza individuale.
Se li avete sempre vestiti in modo uguale, li avete abituati a vedere gli stessi programmi in TV e frequentare le stesse amicizie, è arrivato il momento di cambiare.

Aiutateli a conquistare la loro identità personale.

Anche ascoltando alcune testimonianze di insegnanti di scuola elementare, il loro consiglio è di dividere i gemelli in sezioni diverse perché, di solito, l'integrazione avviene prima per uno a discapito dell'altro e ne ritarda la maturazione emotiva.

Leggendo, invece, su vari forum che trattano l'argomento, si trova pareri contrari proprio da parte dei gemelli stessi. Sul sito PianetaMamma.it Scintilla dice:


"Secondo me non è giusto imporre la divisione....io sono gemella...siamo due femmine omozigote.....beh ogni volta che hanno provato a separarci per me e mia sorella è stato un dramma....piangevamo e soffrivamo tantissimo.....mia madre non ci ha mai voluto imporre niente ha sempre detto che quando sarebbe stato il momento adatto avremmo fatto le nostre scelte.......e infatti così è stato.....abbiamo fatto gli studi insieme ma non perché l'abbiamo deciso per non separarci ma perché essendo molto simili di carattere ci sono sempre piaciute le stesse cose.....ora io sono sposata e mia sorella no...ognuna di noi fa la sua vita.....ma ci rimane comunque quel legame speciale che di certo non ci abbandonerà mai per tutta la vita.......vedrai che con il tempo saranno loro che andranno ognuno per la sua strada...... "  

domenica 18 settembre 2011

Scuola: il benessere si impara


Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un crescente sviluppo di una serie di discipline nell'area "benessere" e "salute" che, fino a non molto tempo fa, venivano etichettate con il termine di "alternative" rispetto ai tradizionali sistemi di cura ma che, invece, si stanno guadagnando un grosso spazio di "complementarietà" rispetto a quelle che sono le discipline di ordine medico-sanitario.

Per gli amanti di queste discipline che lavorano per preservare, educare e coltivare il benessere, sono nati molti corsi sparsi in tutta Italia che insegnano il massaggio, nozioni di anatomia e fisiologia, stress professionale e lavorativo, massaggio delle mani, massaggio con le pietre, massaggio riflessologico, massaggio sportivo, massaggio antidepressivo, massaggio modellante e allungante, massaggio neurorigenerante, musicaterapia ecc. Questi sono solo alcuni degli argomenti che vengono trattati nella vasta offerta di corsi che possiamo trovare.

Il fatto che le patologie propriamente dette, sono di competenza medica, questi corsi preparano delle figure professionali, degli operatori del naturale, che conoscono il grande valore che sono salute e benessere, si prendono cura del paziente con sistemi che trattano disturbi e disfunzioni che possono preludere a veri e propri stati patologici.

Queste nuove figure devono formarsi e crescere all'interno di strutture che riescono ad offrire una elevatissima qualità per essere in grado di differenziarsi sul mercato e di emergere.


Scuola e insegnamento dell'uso del computer


La conoscenza che i nostri ragazzi hanno del computer è quasi sempre limitata al suo utilizzo per i giochi. Al di là di ogni valutazione sulla validità o meno di questo passatempo, dobbiamo capire che, attraverso i videogiochi, i nostri figli hanno un approccio passivo verso il computer che è limitato al fatto di inserire un cd e digitare i comandi suggeriti dal foglio d'istruzione, ignorandone completamente il significato.

La scuola ha la funzione di portare tuo figlio ad un approccio attivo dell'uso del computer, poiché questo è uno strumento che va conosciuto per avere poi la possibilità di utilizzarlo nella maniera più funzionale, così come ha imparato ad adoperare la penna, il righello o il temperamatite.

L'approccio all'informatica da parte dei ragazzi è molto importante che avvenga in un contesto educativo globale e che non venga vissuto, anche dagli insegnanti, solo come una necessità dettata esclusivamente dai tempi in cui viviamo.

Il computer dovrebbe essere considerato come uno "strumento per la mente" perché mette in luce e potenzia le capacità logiche e contribuisce alla formazione del pensiero nei suoi vari aspetti: intuizione, immaginazione, progettazione, ipotesi, deduzione e verifica.

Non bisogna dimenticare poi che questo strumento aiuta tuo figlio ad interagire all'interno di un gruppo ed a impegnarsi a fare un lavoro di collaborazione.

venerdì 16 settembre 2011

Un bambino di cinque anni è pronto per affrontare la prima classe?


Mandare a scuola un bimbo di cinque anni è una scelta giusta oppure si può, involontariamente, compromettere il suo processo di sviluppo?

Prendere una decisione del genere può essere per i genitori fonte si ansia e preoccupazione. Sarebbe meglio sentire il parere di un esperto e consultare uno psicologo che potrà valutare il caso.

Se il piccolo mostra una straordinaria precocità, può darsi che sia già pronto ad affrontare il primo anno di scuola. Diffidate, invece, di motivazioni più narcisistiche che provengono da voi: "Mio figlio è più bravo degli altri" ecc.
Fronteggiare una situazione più grande di lui può produrre nel bimbo seri disagi emotivi, fra cui difficoltà a socializzare ed un senso di inadeguatezza.

Se poi il bambino frequenta la scuola materna, chiedere un consiglio alle insegnanti che lo hanno seguito: è una buona regola perché loro saranno sicuramente più obbiettive nel giudizio e vi verranno incontro in questa decisione che non è fra le più facili. Ci sono casi di bambini che hanno affrontato molto male questo cambiamento che, non essendo avvenuto nei tempi e nei modi dei suoi compagni di materna, inconsciamente, invece di progredire con serenità in questo nuovo cammino, hanno poi manifestato un netto rifiuto verso la scuola.